DONNE INDIMENTICABILI: MARIANGELA MELATO

Dedicato a Mariangela Melato, una grande attrice, un vanto italiano, una donna che, come ha affermato Lina Wertmuller nel testo che con il Centro Studi di Psicologia dell'Arte insieme a grandissimi collaboratori, abbiamo dedicato a Mariangela Melato con l'accoglienza della sorella Anna, univa molte qualità rare da trovare insieme ed alla quale vale sempre la pena rivolgere lo sguardo ed il pensiero.
"Mariangela per me è stata molto più che un'attrice, è stata una grande amica è una donna molto speciale che riassumeva in sé doti che raramente si trovano coniugate insieme: la grande bellezza, la grande sensibilità, la grande intelligenza ed il grandissimo talento di attrice.
Non dimenticherò mai quel lampo speciale che mi veniva dai suoi grandi occhi azzurri.
" (Lina Wert-muller)


Disegno di Emanuela La Marca


Tratto dal libro MMelato Forever
a cura di Paola Dei
con la collaborazione di Manuel Laghi
Prefazione di N. Borrelli Edizioni Falsopiano Stampato nel 2013

Hanno partecipato, tra gli altri: Lina Wertmuller, Franca Valeri, Pupi Avati, Giancarlo Giannini, Massimo Ghini, Massimo Ranieri, Oriella Dorella e inoltre Callisto Cosulich, Maurizio Porro, Manuel Laghi, Massimiliano Cocozza, Roberto Iacomucci, Adriana Migliorini, Maurizio Lozzi, Alessia Chielli. Copertina di Fabio Mazzieri, disegni di Antonio Sodo, Emanuela La Marca, opere di Paola Crema Fallani, vignette di Sergio Manni, foto di Massimo Barbaglia, Anna Camerlingo e Toty Rug-gieri, Contributi di Salvatore Ferragamo e Unicoop Firenze sezione di Siena.
Award Verdissime.com realizzato dal Designer Giulio Manfredi consegnato a Giovanna Guida per Associazione M. Melato. Hanno inoltre partecipato: MiBACT, AGISCuola, GSA Giornalisti Specializzati, CONSCom, Verdissime.com.

Mariangela Melato: una Dea alchemica
di Paola Dei

Chi non ha visto Anna dei miracoli interpretato da Mariangela Melato, ha perduto un pezzo di storia della cultura italiana ed una esperienza emotiva che scaturisce da una prova di umiltà e grande talento, capace di ridestare le coscienze di fronte a ciò che è bello, imprevisto, sconvolgente.
L'abbraccio fertile e metaforico con il quale Mariangela Melato avvolge il suo pubblico, la pietàs e la professionalità che la contraddistinguono, non si estinguono con il corpo fisico ma restano con noi come presenze evanescenti e segnali di fumo che ci scaldano o intarsi che incidono negli animi creando le forme più disparate.
L'intenzione del libro può apparire temeraria giacché non vuol essere un ricordo per qualcuno che non c'è più, ma un tributo all'arte, alla forza dell'intelligenza femminile incarnata in una donna.
Uno sforzo premiato da risultati immensi da noi tutti visibili attraverso le opere e le interpretazioni che ci ha lasciato.
Ho conosciuto Mariangela Melato personalmente anni fa, nel 2007, quando la contattai per inserirla in un testo dedicato ai bambini dell'Ospedale Anna Meyer di Firenze.
Nel libro le avrei cambiato nome e l'avrei chiamata Athena, come tributo ad una Dea dell'Antica Grecia, una delle tante Dee che Mariangela ha incarnato nelle sue molteplici rappresentazioni ed avrei fatto conoscere ai bambini l'arte e la cultura italiana attraverso il mito calato nei nostri giorni. Mariangela Melato accolse con garbo e intelligenza la mia proposta e mi autorizzò a realizzare il progetto. Grande fra i piccoli, sorrise e da lì compresi che l'attrice conosceva una pienezza ed una intensità che non aveva nulla da invidiare a nessuno.
La ritrovai tempo dopo, proprio a Firenze, al teatro de La Pergola in uno spettacolo dedicato a Fiamma San Giuliano Ferragamo per AIRC, dove la nostra Grande attrice recitava Il dolore di Marguerite Duras.
Dopo lo spettacolo andai a salutarla e nella sua calorosa stretta di mano, percepii il tocco di una Dèa e delle Muse dell'Arte unite di per omaggiare la cultura. Lei possedeva naturalmente quello che il grande poeta Federico Garcia Lorca chiamò "Duende", per indicare qualcosa di presente eppure evanescente, un fascino magico, una presenza discreta eppure forte, di cui ci parla anche Adriana Migliorini in uno dei capitoli successivi.
Ebbi la netta sensazione che in lei spirito e corpo fossero perfettamente uniti e si esprimevano con un ciuffo di capelli biondi su una pelle d'ebano e due occhi grandi, azzurri come il mare in agosto, proprio come nel titolo di un Film di Lina Wertmuller, interpretato dall'attrice insieme a Giancarlo Giannini.
Era come se lei, contrariamente a tutti noi, riuscisse ad abitare il proprio corpo con la pura presenza. Un istante banale e ordinario che si trasformò in un pezzo di vita indimenticabile e capace di plasmare le percezioni perché inaspettato, imprevisto...
Lo stesso effetto fu per tutti, come se ci fossimo svegliati davanti alla bellezza di una recitazione intensa, in mezzo alla confusione ed alla mancanza di talenti che popola la quotidianità.
Come se una voce dentro ci avesse scosso dicendoci: "Adesso guardate, va in scena l'arte. Fermatevi, va in scena una delle tante Dee interpretate da Mariangela".
Come davanti ad un dipinto di Modigliani, Velasquez, Klimt, Hayez, intensificammo la nostra presenza per cogliere quegli istanti benefici di pura arte, poi aprimmo le orecchie e ascoltammo.
Con lei le varie soluzioni ai problemi di movimento, ritmo, inquadratura, recitazione, apparivano spontanee, creative e innovative ed il personaggio si sviluppava lentamente nel corso dell'azione.
Da allora non saprei descrivere le interpretazioni di Mariangela Melato se non riferendomi a qualche Dea, archetipi di un femminile denso di senso e significato, che ogni volta ci permette di cogliere l'invisibile.
Il viaggio nelle opere interpretate dall'attrice comincia da qui, partendo da Afrodite, per attraversare l'intero Olimpo in alcune opere della filmografia e dell'opera teatrale. Come già ho riferito in altro capitolo, è impossibile essere esaustivi dei significati e significanti che hanno caratterizzato vita e opere della Grande attrice, la disamina che segue nel libro è soltanto una traccia, una impronta nei suoi registri narrativi unita alle voci di chi l'ha conosciuta ed ha condiviso con lei momenti eterni. Nel nostro mondo non esiste l'immortalità, ma esiste l'eternità, quel "persempre" nel quale Mariange-la si è aggiudicata il suo posto, mentre le sue opere fungono da portavoce.
Inserire l'attrice in un tempo determinato significherebbe non considerare un assunto che vuole l'arte stessa fuori dal tempo, con tele o sculture o altre espressioni artistiche che riproducono eroi, vittime, martiri, dame, tutti personaggi attraversati da Mariangela Melato, novello Ritratto di donna di Emile Bonnard eseguito dall'autore nel 1927 ed ancora denso di magia ed estetismo.
Mariangela ha saputo calarsi nelle vesti di Afrodite affascinando con i suoi toni vocali caldi e profondi e connotandola di quella grazia che, a partire da Sandro Botticelli per arrivare fino a Francesco Hayez passando per William Adolphe Bourguereau fino a Francis Boucher e Diego Velazquez, ogni artista ha cercato di catturare per imprimere sulla tela ciò che ha caratterizzato la Dea nella Storia dell'Arte e che l'attrice più di una volta è stata capace di condensare alternando in maniera sublime i registri drammatici a quelli comici e riuscendo immancabilmente a stupire.
Anche nella pellicola di Lina Wertmuller, la nascita dalle acque appare come una modernissima e ironica rivisitazione di un mito tratteggiato fra i fotogrammi.