MELE E PESTICIDI, FINO A 5 NELLO STESSO CAMPIONE. IL TEST SHOCK DEL SALVAGENTE

Di Lorenzo Misuraca

Fresca e adatta a tutte le stagioni, la mele è per antonomasia il frutto associato alla salute, tanto da diventare, secondo un famoso detto popolare, il cibo in grado di scacciare via le visite dal medico. Quello che in pochi sanno, però, è che la mela è anche uno dei frutti più delicati e soggetti all’assalto di parassiti e funghi, e pertanto ha bisogno di diversi trattamenti con sostanze chimiche nel corso del ciclo produttivo. È lecito dunque chiedersi se al momento del primo morso si riveli poi così pulita come appare nell’immaginario comune.

I campioni analizzati
Il numero del Salvagente di gennaio porta in laboratorio 22 campioni di mele acquistate nei più popolari supermercati alla ricerca di pesticidi. I risultati sono preoccupanti. Per acquistare il numero, clicca qui
Da questa domanda è partito il Salvagente per il test contenuto nel numero di gennaio, in edicola dal 28 dicembre, decidendo di analizzare 22 campioni di diverse marche comprate in supermercati, discount, negozi bio più comuni in Italia e perfino in un fast food. Sotto la lente del laboratorio sono finiti i frutti comprati acquistati da Coop, Conad, Esselunga, Lidl, Carrefour, Eurospin, Pam&Panorama, Todis, Simply, Castoro, Almaverde Bio Market, Naturasì e McDonald’s. Tranne quest’ultimo (la catena di fast food fornisce la mela sotto forma di snack a fette in bustina), tutti i campioni sono stati reperiti in esemplari interi, appartenenti alle varietà più comuni: Gala, Stark (red) delicious, Pink lady, Kanzi. L’unica a non aver indicato la varietà in etichetta è proprio la popolare catena di fast food americana.
Il risultato complessivo parla di ben 14 pesticidi trovati sulle bucce delle mele, con un esemplare che ne ha raccolti ben cinque diversi, le mele stark comprate da Todis. Sebbene in nessun caso i residui trovati abbiano superato i limiti massimi previsti per legge, la quantità di molecole diverse obbliga il consumatore all’attenzione: l’effetto moltiplicatore della sommatoria multiresiduo è una possibilità che diversi studi scientifici hanno evidenziato. Il risultato del test ha confermato la maggior garanzia del biologico. Non altrettanto significativo, almeno per i pesticidi, è risultato invece il marchio di garanzia Igp: le mele a indicazione geografica protetta si sono piazzate solo a metà classifica.

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