VIOLENZA SULLE DONNE: A MILANO UN'INSTALLAZIONE CHE FA DISCUTERE

La «Maestà soffrente» vuole essere, nelle intenzioni dell'artista, una denuncia della violenza contro le donne: di fatto la “donna poltrona” di Pesce veicola un messaggio, ieri come oggi, sbagliato

di Guendalina Giusto
Milano è in fermento per il Fuorisalone, una settimana ricca di eventi ed iniziative che rendono questa città ancora più dinamica, creativa, disordinata, folle e splendente.
Durante la Milano Design week è praticamente impossibile non essere coinvolti in qualcuno degli oltre mille eventi, esposizioni ed installazioni in giro per la città. Brera, Tortona, Porta Venezia, Lambrate, Porta Romana, Area Bovisa, Zona Sant’Ambrogio, sono numerosi i distretti cittadini coinvolti, che attirano tantissimi visitatori provenienti da ogni parte del globo.
Ed ecco che, proprio nel cuore della città lombarda, un’installazione dalle imponenti dimensioni fa a dir poco discutere.
Si tratta di un’enorme poltrona a forma di corpo di donna, trafitta da centinaia di frecce, attaccata da teste di belve e legata con una catena a una grossa palla.
La «Maestà soffrente», si legge sui pannelli accanto all’installazione, opera di Gaetano Pesce, vuole essere nelle intenzioni dello stesso artista, una denuncia della violenza contro le donne, in tutte le sue forme.
La mastodontica installazione veicolerebbe dunque un messaggio di grande impegno.

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