DOLOROSO LUTTO PER LA CdD


Questa mattina, giorno della Santa Pasqua, abbiamo appreso con grande dolore della scomparsa di Cesare, l’ing. Morrichini che per decenni ha curato redatto e governato il sito della Consulta delle Donne.
Lo ha fatto con competenza, impegno, partecipazione verso la causa femminile e delle Pari Opportunità.
I funerali si terranno lunedì 22 aprile, alle ore 9,30 presso la parrocchia San Filippo Neri, in via S. Martino V, n. 28 - ROMA.
Grazie a tutti per la vicinanza da parte dei suoi familiari.
Chiunque volesse inviare un ricordo in memoria di Cesare può scrivere a consultadelledonne@email.it e verrà pubblicato su questa pagina. 

 

Pensieri per Cesare Morrichini dalla Consulta delle Donne


Lettera a Cesare


Caro Cesare,

ho appena saputo che non ci sei più. Respiro profondamente e torno indietro di sei anni. La nostra corrispondenza è iniziata nel 2013 e non è stata frequente, direi piuttosto sporadica. Si è conclusa esattamente due settimane fa, quando ti ho inviato il mio ultimo pezzo da editare per la Consulta - cosa che hai fatto come sempre con precisione e puntualità -, ma le ultime tue parole indirizzate a me risalgono al dicembre scorso, quando affettuosamente avevi risposto ai miei auguri di buon anno. Ho appena riletto tutte le tue e-mail a proposito dei miei articoli, che tu trattavi prontamente corredandoli di immagini sempre appropriate e capaci di renderli accattivanti.

Non ti ho mai conosciuto personalmente, ho solo parlato una volta al telefono con te, era il 2015, lo so per certo per aver appena riletto il nostro carteggio, come ti dicevo.

I primi tempi ero un po’ intimorita dalla nuova esperienza di collaborazione con il portale e preoccupata dall’idea che i miei testi dovessero passare il vaglio di un editor… scrivendoti usavo un registro formale e riverente che ti suonava fuori luogo e anche un po’ ridicolo, al punto che un giorno, all’inizio del 2014, sbottasti: “lasci perdere il dottor e mi dia del tu”. Io l’ho fatto subito, con gran sollievo.

Ti sono grata per non aver voluto infierire quando non capivo termini come “flash”, “player”, “plugin” e tu, pazientemente, ti premuravi di darmi tutte le indicazioni perché potessi orientarmi nel portale senza inciamparvi penosamente, così rivelando la mia scarsa dimestichezza con l’informatica (e, più in generale, con la modernità).

Talvolta gratificavi i miei testi con un “eccellente!” (aggiungendo uno o più punti esclamativi): come una scolaretta felice per l’elogio del riverito maestro, arrossivo e gongolavo d’orgoglio. Mi incitavi a scrivere di scuola - tema su cui ritenevo d’intrattenermi fin troppo - perché pensavi che quell’istituzione, pur avendo un “ruolo fondamentale all’interno della società”, venisse ormai svilita da piccoli opportunismi e da grandi cialtronerie, offesa da una politica demagogica e incapace, con il risultato di una diffusa impreparazione che squalificava la nostra società. Come darti torto, amico mio.

“Amico”, ho appena scritto. Eppure non ti conoscevo affatto, almeno non nel modo in cui più spesso si afferma di conoscere qualcuno. Tuttavia scrivendoci nel corso di questi anni, pur saltuariamente, ci è capitato di commentare contributi di altre autrici, ci siamo scambiati poesie di Gabriella Quattrini, abbiamo riflettuto sul “vuoto enorme dell’esistenza”…

Non ho mai conosciuto nulla della tua vita, non so di che colore fossero i tuoi occhi, non so neppure quanti anni avevi. Eppure quando oggi ho saputo che non c’eri più ho provato lo sgomento raggelante della perdita.

Sì, Cesare, non ti conoscevo, ma con te oggi se ne va un amico. Nel tuo ricordo, invio un pensiero di conforto ai tuoi cari e tutti quelli che ti hanno voluto bene.

Cristiana Bullita





Ho telefonato a casa di Cesare, il figlio mi ha detto che Cesare è morto nel sonno. Sono distrutta da questa notizia. L 'ho sempre stimato sia come persona che come professionista. Mi ha creato un bellissimo sito e insegnato come usare il computer. Grazie Cesare, sarai sempre nei miei pensieri. Dopo venti anni di collaborazione e Amicizia le parole non servono. Basta un...MI MANCHI!


La tua Amica Gabriella Quattrini





Con incredulità, stupore e grande commozione ho appreso ieri della scomparsa di Cesare, al quale mi ha legata una lunga e profonda amicizia.

Questo web, che tante volte ci sconcerta, a volte regala anche delle belle sorprese, incontri che, pur se solo virtuali, incidono profondamente nelle nostre vite: incontrare Cesare per me è stato questo, una sorpresa, bella come un fiore, sbocciato per caso e cresciuto rigoglioso.

Non l’ho mai conosciuto di persona, ma da anni ci sentivamo al telefono (e anche quando non ci sentivamo io sapevo che c’era e che potevo contare su di lui, come una parete, alla quale non bisogna necessariamente appoggiarsi, ma che può fare anche da sostegno), spinti da una spontanea simpatia e complicità fra napoletani e romani (io di Napoli, lui di Roma), accomunati da tanti interessi, la scrittura, la poesia, la letteratura, il cinema, l’astronomia, l’informatica, e dalla passione per il mare e per località marine situate nel tratto Napoli-Roma, che io frequentavo con la mia famiglia da bambina e che lui ben conosceva, come Formia, Gaeta, Minturno.

Cesare era sempre disponibile a mettere al servizio degli altri il suo sapere e la sua esperienza: spesso gli chiedevo aiuto per difficoltà legate all’informatica, ma lui mi offriva la sua competenza e la sua saggezza anche su difficoltà della vita in generale.

Mi mancheranno la sua gentilezza, il suo garbo, la sua ironia. Con lui ho perso davvero un amico fraterno, ma anche se la sua voce si è spenta per sempre, mai si spegnerà nel mio cuore il suo ricordo!

Francesca Santucci





Pensavo a Cesare proprio stamattina... Non ci sentivamo da tanto tempo, ma è una di quelle persone che ti rimane nel cuore.

Non immaginavo fosse ammalato. Mi spiace moltissimo ricevere questa notizia.

Conserverò come cosa preziosa la nostra corrispondenza.

Maria Antonietta Pirrigheddu




Mi associo anch’io di cuore al profondo cordoglio per la scomparsa di Cesare. Rimpiango lo studioso, l’amico generoso e sincero, l’alto profilo di uomo degno della società civile. Una grande perdita sotto tutti gli aspetti.

Gli sia lieve la terra!

Letizia Lanza - Venezia




Mi dispiace moltissimo! Sono senza parole! Rientro adesso da Spoleto ed apprendo questa tristissima notizia!

Anna Manna





Gent.ma Wanda,

sono rimasta molto addolorata per la scomparsa del caro ing. Morrichini, che nel corso di questi anni ho avuto modo di conoscere, sia pur attraverso semplici scambi epistolari via mail. È sempre stato tanto attento, cordiale e disponibile ogni volta che gli inoltravo un pezzo per editarlo. È stato davvero una grave perdita.

Faccio tante condoglianze lei, al sito della Consulta e alla famiglia dell'ing. Morrichini.

Un abbraccio,

Alessandra Dagostini.




Ciao Wanda,

ho ricevuto la notizia della morte di Cesare. Ho sentito anche Francesca Santucci, siamo costernate! Anche se non ci vedevamo, lo sentivamo un amico. Io l‘ho incontrato due anni fa a Roma in occasione del matrimonio di un mio nipote e gli ho fatto una foto che ti allego.

Sarà una grossa perdita anche per la “Consulta”.

Non trovo altre parola. Un abbraccio

Luisa Caeroni



Cara Wanda, ho visto ora la tua mail. Mi dispiace tanto. Un grande collaboratore, competente e di fini sentimenti. Un abbraccio a te e ai familiari.

Eleonora Bellini



Mi spiace moltissimo... Non sapevo nulla. Condoglianze alla famiglia.

Maria Vittoria Catapano


Nel leggere le parole di chi mi ha preceduto, mi rendo conto di quanto tu sia stato amato, Cesare. E non poteva essere altrimenti perché sempre sei stato aperto agli altri, pronto a risolvere i problemi di tutti. Ti conosco da vent’anni, forse, da quando frequentavi qualche volta anche tu come me il salotto di Maria Racioppi. Da allora ti sei sempre occupato del mio sito e poi, più recentemente, del mio blog, sempre a discutere a come migliorare, alla foto più bella da inserire.

Tanto mi hai parlato anche della tua vita privata, di tuo figlio, di tua madre, di tuo suocero, tanto mi hai detto del tuo passato, dei tuoi sogni.

Competente e gentile, eri pronto a sopportare le mie baggianate in fatto di PC cercando di spiegarmi per telefono come fare.

Per anni sei venuto a casa mia sia a curare il sito sia a risolvere tic del computer impazzito. Sempre con la sigaretta in mano, la lucidità profonda nell’osservare cose e persone e l’ironia romanesca.

Sempre mi hai incitato nella poesia e nella scrittura in genere, spesso hai commentato i miei versi, dandomi suggerimenti preziosi.

Senz’altro, da ora in poi, mi verrà spontaneo chiamarti per chiederti di inserire qualche testo nel mio sito, tanto oramai facevi parte della mia vita.

Senz’altro, ma tu non ci sarai.



Fausta Le Piane


...


A Cesare

Con un raggio

di sole nascente

ci hai guardati

voltando la testa

mentre l’alma

silente e leggera

volteggiava correndo

in avanti

Un sorriso

ed un soffio di vento

Mi domando

se questo saluto

é la fine o l’inizio per te

che fra donne

di ogni colore

ti sei speso

per portare giustizia

Ma é giustizia

la tua dipartita?

con quel nobile nome

e una calma

che ci lascia stupiti

Con la punta dei piedi

ci osservi

da uno schermo

di luce riflessa

e computer accesi

Quanta grazia

nel tuo esserci accanto

per un pugno

di uguaglianza sociale

E mi resta comunque

nel cuore:

Ma è giustizia

la tua dipartita?


Paola Dei


...

Caro Cesare,
quanto tempo hai dedicato a chi ti conosceva per insegnare, donare, aiutare. E quanto poco ce ne hai lasciato per poterti dire come questo sia stato importante per noi. Ho imparato tanto da te sui computer, in un periodo in cui installare un driver, configurare un account di posta, connettersi a internet era un'impresa. Ma tra le cose più importanti che ho potuto notare standoti vicino c'era il non arrendersi di fronte a un momentaneo insuccesso. Armato di pazienza ti prendevi anche ore, se necessario, (e quand'era così non avevi neanche voglia di pranzare) per arrivare alla soluzione. Fumando una sigaretta fissavi lo schermo senza apparentemente fare nulla, ma pensando a quale sarebbe stata la tua prossima mossa. E a fine giornata che soddisfazione era avere il PC funzionante in ogni suo aspetto! Quando tornavi a casa io non vedevo l'ora di rimettermi al computer per provare con soddisfazione l'audio finalmente funzionante, i programmi che avevi aggiunto, i giochi. Quasi 20 anni fa mi donasti un gioco di strategia che si chiamava Heroes 2 prima e 3 poi, e mi piacque tanto che ancora oggi è il primo gioco che installo quando ho un nuovo PC.

Eri guidato dalla razionalità e dalla logica, ma avevi tanta sensibilità per l'arte e la cultura. Lavoravi su cose estremamente complesse ma sempre lasciando spazio alla delicatezza: in questo sito, ad esempio, hai voluto pensare alla possibilità di scegliere un sottofondo musicale e l'hai dotato di uno spazio "relax" in cui giocare. Mi spiace molto non aver fatto in tempo a dirti tutto questo, ma chissà, forse proprio questo è l'ultimo insegnamento che avevi per noi.

Michelangelo

...

 
Cesare pensavo che fosse immortale. Lo conosco da decenni, e la sua intensa attività per gestire il sito della Consulta delle Donne è stata costante, impegnativa e svolta con partecipazione ed interesse sincero verso i temi culturali e quelli relativi alle tematiche femminili e le pari opportunità. La sua preziosa amicizia ha riempito la mia esistenza, con disponibilità, discrezione e affetto. Un amico scherzoso nelle occasioni in cui sdrammatizzava contingenze e problemi. Le sue battute sono ogni tanto citate da noi in famiglia perché, concise ed efficaci, erano esse stesse la soluzione del problema in quelle occasioni in cui lo coinvolgevamo chiedendogli un consiglio. Cesare era lì, ci sentivamo ogni tanto. Mi parlava dei cambiamenti che talvolta faceva al portale. Io gli inviavo spesso cose da pubblicare. Lui era lì, un punto di riferimento sicuro. La nostra è stata un’amicizia inossidabile nutrita da stima grandissima. La vigilia di Pasqua ci siamo scambiati gli auguri. Il giorno dopo ho appreso della sua dipartita. Sono ancora incredula e addolorata, perché davvero lo credevo immortale.

Wanda Montanelli