DONNE,
VIOLENZE E DISPARITA' SONO ANCORA CULTURA DIFFUSA

Il rapporto-ombra della Convenzione per l'eliminazione di tutte
le discriminazioni di genere. "Le donne non sono il problema,
sono la soluzione, ecco perché crediamo che questo momento
di crisi possa trasformarsi in opportunità per tutte
e si possano dare delle risposte"
ROMA - Fondazione Pangea per la Piattaforma 30 anni Cedaw 1:
lavori in corsa 2 ha presentanto ieri il rapporto ombra della
CEDAW, che vuol dire Convenzione per l'eliminazione di tutte
le discriminazioni contro le donne, oltre alle raccomandazioni
che il Comitato CEDAW dell'Onu 3 ha rivolto allo stato Italiano
nel luglio scorso, dopo la sessione di valutazione del rapporto
sullo stato di attuazione della CEDAW in italia sui diritti
delle donne.
"La piattaforma è composta da diverse realtà
della società civile che, come Fondazione Pangea, vogliono
rendere migliore questa Italia"- afferma Simona Lanzoni,
di Pangea - "come ha detto Violetta Neubauer membro delle
Nazioni Unite per la CEDAW ieri alla conferenza, le donne non
sono il problema, sono la soluzione, ecco perché crediamo
che questo momento di crisi possa trasformarsi in opportunità
per le donne e possiamo dare delle risposte."
Un dialogo con le istituzioni. La piattaforma sta lavorando
osservando ciò che stanno facendo le Istituzioni, per
capire se verranno realizzate misure capaci di essere coerenti
con le raccomandazioni CEDAW. Nel caso poi ciò non avvenga
si utilizzeranno - utilizzeremo - dice in sostanza il rapporto-ombra
- gli strumenti internazionali che mettono a disposizione il
Protocollo Opzionale della CEDAW. "Contemporaneamente -
aggiunge Simona Lanzoni - stiamo lavorando per costruire un
dialogo con le Istituzioni e con le diverse realtà della
società civile, cercando di mantenere aperto il ponte
con le Nazioni Unite e il Comitato CEDAW, ma penso anche alla
presenza in questi giorni della special rapporteur sulla violenza
di genere, Rashida Manjo, e dell'Unione Europea".
Le criticità. Il rapporto, in particolare, sottolinea
le criticità rilevate sul problema degli stereotipi sulle
donne, troppo spesso rappresentante come oggetti sessuali o
come solo buone madri di famiglia, ma mai raffigurate per le
loro competenze o in ruoli diversi. Una criticità che
si riscontra anche sul lavoro, come ad esempio la pratica delle
dimissioni in bianco, o il welfare che pesa principalmente sulle
spalle delle donne, per non parlare della violenza che sono
costrette a subire, fino alla rappresentanza politica. "Siamo
il 51% della popolazione - dice la rappresentante di Pangea
- e ci rappresenta solo il 20% delle parlamentari, peggio che
in Afghianstan, dove è del 25%, malgrado l'art. 51 della
Costiuzione italiana sia stato modificato per favorire proprio
la partecipazione delle donne."
Un opuscolo divulgativo. "Per facilitare la conoscenza
della CEDAW, dei suoi contenuti e delle criticità che
ci sono in Italia - ha aggiunto Claudia signoretti, anche lei
della Fondazione Pangea - abbiamo prodotto un opuscolo divulgativo
che riassume i contenuti del rapporto ombra. Il lavoro della
piattaforma CEDAW proseguirà oltre la conferenza. Abbiamo
presentato il nostro lavoro alla sala Mappamondo della Camera
dei Deputati, ospitate dall'ononorevole Calipari, che ha invitato
i rappresentanti di ogni formazione politica. E' un punto di
partenza verso la divulgazione di questa convenzione - ha concluso
la signoretti - uno dei principali trattati delle Nazioni Unite,
che deve essere conosciuto dai parlamentari come dalle Istituzioni
e dalle amministrazioni locali e nazionali per poter essere
attuata, e poi c'è l'opinione pubblica, ci auguriamo
che l'opuscolo serva a conoscere la CEDAW, non solo le donne
ma anche gli uomini, solo così migliorerà qualcosa."
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