LETTERA
DELLA CONSULTA FEMMINILE REGIONALE AD ALEMANNO
AFFINCHE' ROMA SIA CAPITALE DELLE DONNE
febbraio 1, 2012
Egregio
Sindaco di Roma,
Le scriviamo per rivolgerle un appello, oltre ogni contesa
burocratico-giudiziaria:
raccolga la sfida dell'innovazione e dia il segno di civiltà
di una 'Grande Città' aprendo le porte di Palazzo Senatorio
ai talenti femminili che fervono nei gangli delle Università
romane, delle Imprese, del volontariato, dei Partiti, delle
Associazioni ed in altri ambiti della società.
Non lasci due sole donne nella Giunta Comunale.
Arricchisca la nostra comunità con più presenza
di donne superando i veti stereotipati che fanno di Roma una
città chiusa, arroccata su difese di potere che non
possono più garantire democrazia e sviluppo.
Lei conosce quanto noi l?arretratezza democratica e civile
del nostro paese, che ci colloca in fondo alla graduatoria
dei paesi europei , e non solo, in materia di pari opportunità.
Infatti l'Italia, nonostante abbia sottoscritto la Convenzione
delle Nazioni Unite per l?eliminazione di tutte le forme di
discriminazione (CEDAW) già dal 1985, segna ancora
oggi un trend negativo per la piena attuazione dei diritti
delle donne.
Riteniamo che l'apporto delle donne sia una risorsa indispensabile
per garantire la modernità del nostro paese, soprattutto
in una fase storica attraversata da profonde criticità
economiche e sociali che richiede maggiore competitività
con le economie più avanzate.
Roma Capitale, anche alla luce delle maggiori competenze assegnatale
dalla legge di riforma del Titolo V parte II della Costituzione,
e sede della cristianità nel mondo, è più
che mai chiamata ad assolvere a crescenti e gravosi impegni.
E' una collettività ricca di culture diverse, di realtà
sociali diversificate e con forme di disuguaglianze e di nuove
povertà che esigono la conoscenza dei bisogni, la valorizzazione
delle risorse umane ed il dialogo, senza il quale è
impossibile creare sinergia.
Le esperienze femminili sono quindi fondamentali, non solo
per le conoscenze accademiche che i dati statistici confermano,
ma per il dinamismo e la sensibilità che esprimono
e per la duttilità nella soluzione concreta dei problemi.
Privare le Istituzioni di queste competenze significa sottrarre
la voce alle istanze che spesso restano silenti ma che sono
alla base per ogni società evoluta capace di rappresentare
il volano per una nuova civiltà.
Anche i numeri scandiscono le regole della democrazia e ben
conosciamo come la cultura maschilista attualmente imperante
non aiuti l?avanzamento del confronto paritario nelle Istituzioni.
Sta a chi ha la maggiore responsabilità di governo
recepire le sollecitazioni ed i fermenti sociali per dettare
un?agenda politica e la sua conduzione guardando al bene della
collettività e alle sfide del domani. E, proprio per
il grande squilibrio di presenza femminile che si registra
nell'aula Giulio Cesare, Lei può, avvalendosi dei poteri
conferitegli dalle leggi, sollecitare l?avanzamento della
cultura delle pari opportunità, così come invoca
la stessa Unione Europea.
La nostra città, le donne della città capitale
del mondo per storia, cultura e bellezze naturali, devono
poter raccogliere le provocazioni del tempo e contribuire
a lasciare il segno di Roma nella emancipazione della storia
dell'umanità.
La Presidente
Consulta femminile regionale per le pari opportunità
Donatina Persichetti
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