La Donna che "Amo" è Tina Lagostena Bassi. Firmato Wanda Montanelli

ROMA - Cinquew.it ha chiesto alle donne italiane un contributo scritto su una figura femminile apprezzata per le sue gesta, il suo coraggio, la sua cultura. Anche non più tra noi. Di seguito l'intervento di Wanda Montanelli.

TINA LAGOSTENA BASSI, UNA GENEROSA AMICA DI TUTTE LE DONNE

Chi, come me, ha avuto il privilegio di conoscere Tina Lagostena Bassi può solo convenire con quanti ritengono che sia stata una donna straordinaria. Un esempio di coerenza, onestà intellettuale e determinazione unite a quella eccezionale competenza in materia giuridica che tutti conosciamo.
Non dimentichiamoci di come venivano considerate e trattate nel nostro Paese le donne che subivano violenza prima della svolta culturale segnata dallo storico 'Processo per stupro'.
Ho conosciuto Tina dapprima come avvocato. Le avevo infatti affidato la tutela legale per una causa di plagio. In seguito l’ho incontrata sempre più spesso in tutte le riunioni, i convegni dove il tema da dibattere erano le pari opportunità ed i diritti garantiti dalla nostra Costituzione in tema di uguaglianza, come il 2, 3, e il 51. A volte non ci vedevamo per mesi, ma poi al nostro incontro era come se ci si fossimo viste il giorno prima. Ci salutavamo con gioia e nutrivamo affetto e reciproca stima l’una per l’altra.
La mitezza e la forza, la gentilezza d’animo unite alla risolutezza, sono qualità che Tina Lagostena Bassi ha sempre avuto. Ma insieme a questi, la generosità, il sostegno in ogni occasione in cui le donne si trovavano in momenti di defaillance o di pericolo.
Ha voluto ospitarmi nel suo programma di Odeon tv “Tinamite”, durante uno dei miei scioperi della fame per i diritti di cittadinanza delle donne. Mi è stata vicina insieme alla figlia Griselda che con lei ha concordato gli aiuti, anche mediatici, da mettere in atto per affiancarsi ai “Comitati Onerpo” per tutta una serie iniziative e manifestazioni pubbliche in piazza con Sit-in di protesta, o in assemblee presso la Casa Internazionale delle Donne di via della Lungara a Roma.
Il suo impegno verso la causa femminile è stato eccezionale e si è concretizzato anche attraverso il ‘Telefono Rosa’ di cui fu cofondatrice. Avvocato storico delle donne in molti processi per violenza sessuale, tra cui quello contro gli autori del massacro del Circeo, Augusta Lagostena Bassi nel 1994 e 1995 è stata Presidente della Commissione nazionale parità e pari opportunità uomo-donna presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Ha ricoperto l'incarico di Capo delegazione per l'Italia nei lavori preparatori della IV Conferenza Mondiale ONU sui diritti della donna svoltasi a Pechino nel 1995
Da Deputata della XII legislatura è stata promotrice nel 1996 della legge contro la violenza sessuale, che ha trasformato il reato da delitto contro la morale a delitto contro la persona.
Fino al 1996 infatti era rimasta ancora in vigore la sezione del Codice Rocco per la quale la violenza sessuale ledeva la moralità pubblica: i reati di violenza sessuale e incesto erano rispettivamente parte "Dei delitti contro la moralità pubblica e il buon costume" . Con la legge n. 66 del 15 febbraio 1996, voluta da Tina: "Norme contro la violenza sessuale", si afferma il principio per cui lo stupro è un crimine contro la persona, che viene coartata nella sua libertà sessuale, e non contro la morale pubblica. Ma raggiungere quest’obiettivo non fu semplice. La legge veniva quotidianamente bypassata dai parlamentari che non la ponevano mai in discussione all’ordine del giorno, fino a quando Tina convinse tutte le parlamentari donne dei due schieramenti che dovevano mettersi d’accordo ed insieme attivarsi e protestare perché finalmente si approvasse la importantissima norma n. 66/96. Fu uno dei primi casi di accordo bipartisan tra donne deputate che trovò d’accordo tutte, da Lagostena a Matranga, da Tiziana Parenti ad Alessandra Mussolini.
Nel centenario della Giornata Internazionale della Donna del 2008 si è concluso il tragitto terreno di Tina, ma resta la breccia aperta sulle pari opportunità secondo i dettami costituzionali a cui tanto Tina ha lavorato; la battaglia per il riequilibrio dei generi, che ha sostenitori illustri come il presidente Napolitano e altri illuminati esponenti delle istituzioni e della politica, e che ha trovato applicazione proprio nelle sue idee.
Rammento l’appello per Ciampi ideato da Tina in occasione della prima Festa Nazionale dell’Italia dei Valori, che fu totalmente organizzata dalle donne del partito. In quell’occasione programmai una tavola rotonda sul tema “Percorsi di emancipazione e Ingressi Riservati”, affrontato da Tina Lagostena Bassi, Marina Piazza, Rita Capponi, Pia Locatelli, Ilda Bartoloni, Stefanella Campana, Laura Moschini, Francesca Santoro, Simona Torretta, che ci portò dopo i nostri interventi a scrivere un Appello contro “Democrazia
incompiuta”.

Lo firmammo tutte noi presenti al tavolo dei lavori, e dal giorno dopo lo passammo a tante donne delle istituzioni e delle realtà sociali fino a raggiungere migliaia di firme (Onerpo); ma sono state innumerevoli le occasioni in cui Tina metteva in atto risorse importanti, competenza e incoraggiamenti, per condurre insieme alle donne le battaglie di democrazia e giustizia.
Chi crede nella possibilità di una realtà sociale più giusta non può non riconoscersi nei principi e in tutte le battaglie culturali intraprese da Tina e non continuare ad operare nel solco dei suoi alti insegnamenti. (12/1/2013)

L'ARRINGA DI TINA LAGOSTENA BASSI, IN PROCESSO PER STUPRO 1979

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