IL
MONDO COM'E' NON CI PIACE
intervento di Wanda Montanelli
Scritto
da Sandra Oppini
Lunedì 15 Dicembre 2008 12:47
DIRITTI
UMANI: MONTANELLI, MONDO COM'E' NON CI PIACE, ORA DARE POSSIBILITA'
A DONNE
Bruxelles,
13 dic - "Il mondo così com'è non ci piace,
i risultati consegnati nelle mani di chi resta sono cattivi
risultati". E' quanto ha sostenuto Wanda Montanelli, vice
presidente ONERPO da anni in lotta per i diritti delle donne,
nel suo intervento al Consiglio Generale del Partito Radicale
Nonviolento Transnazionale e Transpartito che si è aperto
a Bruxelles dall'11 al 13 dicembre sotto il patrocinio del Gruppo
Liberale e democratico (ALDE)*.
Il lavoro compiuto dai radicali negli anni, le lotte non violente
con il Sathiagraha Mondiale della Pace e i tre punti in programma
nei lavori odierni: Il sostegno al Dalai Lama, le iniziative
di Emma Bonino contro le mutilazioni femminili, la Messa sotto
accusa di George W. Bush per aver scatenato il 19/20 marzo 2003
la guerra in Iraq per impedirne liberazione pacifica dal dittatore
Saddam ormai prossima con la sua accettazione dell'esilio, è
un notevole impegno che negli anni ha dato risultati tangibili.
Pur non condividendo sempre tutte le iniziative radicali, su
tre punti posso affermare di sostenerli in pieno perché
investono il campo dei diritti umani che sono presenti nel cuore
di chi tiene alla piena realizzazione della democrazia.
Sia in questi ambito che in altri di pari drammaticità
occorre intervenire per fare ancora molto - ha aggiunto la Montanelli
nel suo intervento del convegno al Parlamento europeo - A 60
anni dalla Dichiarazione universale dei diritti universali e
a oltre 40 dalla Convenzione per l'eliminazione di tutte le
forme di discriminazione contro le donne - ha precisato - non
si può non accorgersi che non solo non sono raggiunti
gli obiettivi, ma con la globalizzazione si sono ancor più
allontanati. Anziché livellare chi stava in basso portandolo
in alto, verso la dignità e il decoro esistenziale, in
molti luoghi è avvenuto il contrario: si sono abbassati
i livelli di dignità, qualità della vita, diritti
delle donne, dei bambini.
I cosiddetti paesi in via di sviluppo sono sempre più
in via di sottosviluppo, il limite al peggio sposta sempre più
in là i suoi confini: dalla drammatica questione del
traffico di organi, con un 10% di trapianti illegali di rene
effettuati nel mondo nel 2007 (dati ufficiali OMS), allo stato
di schiavitù in cui sono ridotte 27 milioni di persone
nel mondo, per un giro di affari di 31 miliardi di dollari (stime
delle Nazioni Unite), con 600mila esseri umani venduti annualmente
in Europa (dati diffusi dal Consiglio d'Europa), il 43% dei
quali destinati al mercato del sesso e il 32% al lavoro forzato.
E il capitolo relativo alla schiavitù minorile e agli
abusi sui minori presenta contorni ancora più gravi e
dolorosi: mentre nei paesi sviluppati il 100% delle nascite
è registrato di routine, in quelli in via di sviluppo
- secondo il rapporto fornito da Carla Abouzahr dell' Health
Metrics Network - ben il 40% non lo è. Questo vuol dire,
in termini concreti, che 48 milioni di bimbi non vengono mai
registrati. Nei paesi più poveri 3 nascite su 4 non risultano
da nessuna parte. Nell'Africa sub-sahariana un bimbo su due,
nel Sud-Est asiatico 2 su 3. E il quadro è, se possibile,
ancora più critico per quel che riguarda i decessi.
Persone in Stato di povertà e Morti sul lavoro sono poi
le ‘altre crisi' a cui occorre dare presto una risposta
e che crescono in proporzione all'aumento del profitto e del
precariato. Violenza, guerra, violenza alle donne. Solo in Italia
quasi 7 milioni di donne sono coinvolte.
Con tanti problemi nel mondo - ha concluso Montanelli - rischia
di apparire perfino marginale una battaglia contro la discriminazione
femminile in Italia e in Europa. Non lo è. E' di fondamentale
importanza per fare passi avanti verso la democrazia compiuta.
Moderno è il paese che s'accorge che lo spirito di empatia
di cui le donne sono portatrici può espandersi e cambiare
il mondo. E solo una rivoluzione copernicana nella gestione
delle cose può fare un vero cambiamento. Un rivoluzione
‘dolce' ma rivoluzione.
Intervento di Wanda Montanelli al Convegno:
"Un Sattyagraha pour le Secularisme et l'état
de droit - Confeence ALDE"
Scritto
da Administrator
Lunedì 15 Dicembre 2008 20:37
Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento / ALDE
Satyagraha per la laicità e lo stato di diritto
Bruxelles
11, 12 e 13 Dicembre 2008
Intervento di Wanda Montanelli
Voglio
subito precisare, nel ringraziarvi per l'invito, di condividere
tutti e tre i punti proposti: il contrasto, soprattutto sul
piano culturale, verso la pratica della infibulazione femminile,
il sostegno al Dalai Lama per uno Statuto per l'autonomia del
Tibet e i diritti civili del suo popolo; così come la
avversione alla sciagurata politica mediorientale sostenuta
dagli Stati Uniti di Gorge Bush.
Pur non condividendo sempre tutte le iniziative radicali, i
tre punti posso affermare di sostenerli in pieno perché
investono il campo dei diritti umani che sono presenti nel cuore
di chi tiene alla piena realizzazione della democrazia.
Il Satyagraha l'ho condiviso con voi in varie occasioni contro
la pena di morte, ma l'ho esercitato come lotta non violenta
soprattutto per i diritti delle donne; e con me tante altre
donne e uomini a sostegno delle pari opportunità. Sì,
lo so che con tanti problemi nel mondo rischia di apparire perfino
marginale una battaglia contro la discriminazione femminile
in Italia e in Europa. Non lo è. E' di fondamentale importanza
per fare passi avanti verso la democrazia compiuta
Leggendo il vostro invito a partecipare mi è sembrata
particolarmente significativa la frase: "Sentiamo un senso
di responsabilità drammatico. La galassia Radicale deve
continuare a darsi una forma un nuovo corpo ai nostri obiettivi,
nella rivoluzione globale tecnologica e antropologica di questo
tempo. Questo ci impone una ri-forma anche organizzativa, strumentale,
un adattamento ambientale che forse é presente nel nostro
DNA politico ma che, per affermarsi, deve ricercare, ''inventare'',
trovare nuova coscienza...".
Guardate, c'è tanto in queste proposte. Non so se avete
preso coscienza e conoscenza di un evento epocale che è
previsto che avvenga e che voi - tutti qui presenti di qualsiasi
origine politica siate - non potete ignorare. Siamo alla vigilia
di una rivoluzione, in termini politici e culturali.
Il mondo così com'è non ci piace, i risultati
consegnati nelle mani di chi resta sono "cattivi risultati".
Nelle mani la gente in maggioranza non racchiude nulla se non
povertà, carestia, precariato, assenza di diritti, furto
di futuro, ambiente inquinato, recessione, violenza, prevaricazione.
Noi qui stiamo bene, ma il mondo è là fuori.
A 60 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti universali
e a oltre 40 dalla Convenzione per l'eliminazione di tutte le
forme di discriminazione contro le donne, del 1966 appunto,
non si può non accorgersi che non solo non sono raggiunti
gli obiettivi, ma con la globalizzazione si sono ancor più
allontanati. Anziché livellare chi stava in basso portandolo
in alto, verso la dignità e il decoro esistenziale, in
molti luoghi è avvenuto il contrario: si sono abbassati
i livelli di dignità, qualità della vita, diritti
a delle donne, dei bambini.
I cosiddetti paesi in via di sviluppo sono sempre più
in via di sottosviluppo, il limite al peggio sposta sempre più
in là i suoi confini: dalla drammatica questione del
Traffico di organi, con un 10% di trapianti illegali di rene
effettuati nel mondo nel 2007 (dati ufficiali della Organizzazione
Mondiale della Sanità), allo stato di Schiavitù
in cui sono ridotte 27 milioni di persone nel mondo, per un
giro di affari di 31 miliardi di dollari (stime delle Nazioni
Unite), con 600mila esseri umani venduti annualmente in Europa
(dati diffusi dal Consiglio d'Europa), il 43% dei quali destinati
al mercato del sesso e il 32% al lavoro forzato. E il capitolo
relativo alla schiavitù minorile e agli Abusi sui minori
presenta contorni ancora più gravi e dolorosi: mentre
nei paesi sviluppati il 100% delle nascite è registrato
di routine, in quelli in via di sviluppo - secondo il rapporto
fornito da Carla Abouzahr dell' Health Metrics Network - ben
il 40% non lo è. Questo vuol dire, in termini concreti,
che 48 milioni di bimbi non vengono mai registrati. Nei paesi
più poveri 3 nascite su 4 non risultano da nessuna parte.
Nell'Africa sub-sahariana un bimbo su due, nel Sud-Est asiatico
2 su 3. E il quadro è, se possibile, ancora più
critico per quel che riguarda i Decessi.
Persone in Stato di povertà e Morti sul lavoro sono poi
le "altre crisi" a cui occorre dare presto una risposta
e che crescono in proporzione all'aumento del profitto e del
precariato. Violenza, guerra, Violenza alle donne. Solo in Italia
quasi 7 milioni di donne sono coinvolte.
Ma anche se parliamo di ambiente, di economia, di natura, di
leggi. Di quale tra queste cose, in questo momento storico della
fase evolutiva umana, si può dire che non vada male?
Dall'effetto serra, alla moria di api, fino alle carni alla
diossina, la mucca pazza, il latte alla melamina, dalla recessione
ormai globalizzata, alla scadente moralità come modello
di vita, i tanti focolai delle guerre e, ancora, la pena di
morte.
L'egoismo e l'illusione che il benessere di pochi possa non
avere ripercussioni sul proprio ambito. Si è rivelato
un grosso errore.
Come il battito d'ali della farfalla in Amazzonia che provoca
l'uragano negli Stati Uniti, così l'incuria il disprezzo
delle leggi umane, si ritorcono contro chi li pratica. E' illusione
che non dura il pensare di poter stare bene in pochi mentre
tutto il mondo va a rotoli. Parliamo dell'Italia. Del problema
morale, o meglio del problema immorale. Dalla Campania seppellita
per anni dai rifiuti con sprechi di denaro inversamente proporzionali
all'incapacità (forse voluta) e/o all'arricchimento dei
suoi dirigenti; all'Abruzzo commissariato, alla Toscana con
gli amministratori indagati.
Questo mondo così fatto non ci piace.
Il mondo che non ci piace è unilaterale. Fatto a immagine
e somiglianza maschile. Manca l'elemento donna, il confronto
con metà dell'umanità. . Perché alte mura
tengono a parte la componente femminile. E' assente da questo
mondo parziale, la ideazione, programmazione e gestione delle
cose politiche e sociali fatta da persone, anche se donne, che
potrebbero avere un loro punto di vista, per voler cambiare
le impostazioni fin qui messe in pratica che hanno dato risultati
nefasti.
Non ci piace questo mondo così parziale . Ha vinto l'egoismo
dell'arricchimento sfacciato contro il precariato della quotidianità;
ha vinto l'economia canaglia contro un sistema economico a misura
umana; ha vinto il disprezzo delle leggi di natura per in benessere
momentaneo; ha vinto la previsione a breve termine e la cecità.
Ma le vittorie di Pirro sono catastrofi, ed è questo
che ci consegnate: una disfatta su tutti i fronti. I risultati
non ci piacciono.
E' troppo chiederci di assistere ancora impotenti. Quanti punti
della convenzione di 60 anni fa sono ancora disattesi? Per quanto
tempo dovranno ancora restarlo? Dal diritto a non essere sottoposti
a trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti (art.
5), al diritto a una reale uguaglianza e a non essere discriminati
(art. 7), al diritto a non essere tenuti in nessuna forma di
stato di schiavitù o servitù (art. 4). Il diritto
a una remunerazione equa e soddisfacente che assicuri un'esistenza
conforme alla dignità umana, se necessario integrata
da altri mezzi di protezione sociale (art. 23).
Fino al diritto di partecipazione, attraverso periodiche e veritiere
elezioni, al governo del proprio Paese (art. 21).
Non ci piace anche, e soprattutto, la condizione in cui si trovano
a dover versare le donne.
Non si può accettare la morte civile e politica delle
donne costrette a non esistere politicamente. Tranne poche isole,
le donne in Italia non hanno diritto di avere idee, progetti,
propri. Non si può accettare che solo propaggini umane
della componente maschile (salvo rari casi) abbiamo l'opportunità
di entrare seppure marginalmente nei luoghi delle istituzioni.
Là dove si decide il futuro di tutti.
Non si può accettare la, beffa dell'art. 51, 2, 3 della
costituzione italiana, la cooptazione al ribasso e mancanza
di trasparenza nei confronti degli elettori e di rispetto verso
l'istituzione fondamentale della nostra repubblica, il Parlamento
Privare una parte della società, quella femminile, quella
storicamente meno forte e radicata, delle risorse previste per
legge per la promozione politica delle donne è, anche
questo, un qualcosa di profondamente sbagliato, che non va bene
e che sa di beffa in aggiunta al danno
Secondo i dati recentemente diffusi dal Parlamento Europeo l'Italia
è, con appena il 16,7% di eurodeputate, al quart'ultimo
posto per presenze politiche femminili a Strasburgo - i dati
internazionali dell'Unione Interparlamentare (Uip) sulle presenze
femminili nei parlamenti dei singoli stati. L'Italia è
ancora mortificata al 68° posto, a distanza siderale dai
‘soliti' Paesi scandinavi, mentre al 67° si collocano,
ex-aequo, Uzbekistan e Tagikistan
L'antropologia, la sociologia, la psicanalisi entrano in tutti
i comportamenti occlusivi dei diritti delle donne. Cosa c'è
infine dietro l'emarginazione femminile? il voto delle donne
è un elemento essenziale nella contesa politica, ma,
emerge dalla ricerca che la partecipazione femminile è,
consciamente o inconsciamente, sentita come qualcosa di strano,
di anomalo, che si sottrae all'ordine "naturale" delle
cose. Dal nesso tra costruzione dello spazio nella psiche maschile
e in quella femminile, di come esso differisca tra di esse,
delle ineluttabili implicazioni che ciò ha per la vita
politica, E' moderno un paese che s'accorge che lo spirito di
empatia di cui le donne sono portatrici può espandersi
e "cambiare il mondo.
Allora vi dico com'è che dovrebbe essere, a partire dal
fatto che solo una rivoluzione copernicana nella gestione delle
cose può fare un vero cambiamento. Un rivoluzione "dolce"
ma rivoluzione.
Per avere la meglio su quella paura di competere ad armi pari,
su quella vigliaccheria e quella prevaricazione di parte degli
uomini di potere, che del potere non raramente si appropriano
con mezzi al limite della liceità, che origina recinti
blindati entro i quali impinguare, lasciando al di fuori ogni
fattore di democrazia, di libertà, di progettualità,
di pulizia morale. Specie se femminile.
Andrew Samuels, analista junghiano nel suo testo d'analisi,
recita alla lettera che "il problema non è quello
di far diventare donne gli uomini o di trasferire aristofanescamente
il potere nelle mani delle donne. Il problema è quello
di far diventare «umana» la società; una
società nuova quale premio da conseguire grazie alla
più profonda rivoluzione verificatasi nel corso della
storia umana: l'emergere della donna come soggetto nella vita
pubblica. Un tesoro che non ha prezzo, se riusciamo a conseguirlo.
VIDEO:
ALDE
Conference: "A Satyagraha for Secularism and the Rule of
Law ...
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Generale del Partito Radicale Nonviolento transpartito
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