ELVIRA
SELLERIO, EDITRICE CORAGGIOSA E LUNGIMIRANTE
HA PUBBLICATO SCIASCIA, TABUCCHI, CAMILLERI, BUFALINO, LUISA
ADORNO E CARLO LUCARELLI
I "Quadernetti blu" che hanno cambiato l'idea del
libro
L'indipendenza e la dimensione famigliare: queste le caratteristiche
che hanno permesso alla Sellerio in questi 40 anni di storia
di essere una vera star nel panorama librario italiano, fucina
di autori al top delle classifiche: da Sciascia a Camilleri,
senza dimenticare Gianrico Carofiglio, Carlo Lucarelli e, tra
gli ultimi, Alicia Gimenez-Bartlett. Ma nel suo carnet puo'
ascriversi anche di aver pubblicato per prima scrittori come
Roberto Bolano, Antonio Tabucchi, Gesualdo Bufalino e Luisa
Adorno. E soprattutto di averlo fatto all'insegna dei suoi famosi
'quadernetti': piccoli eleganti volumi blu, fatti apposta per
essere letti agevolmente e ovunque. Una rivoluzione ''nel grigiore
metallico delle copertine di quegli anni'', l'irrompere ''della
macchia blu, della carta vergata, dell'immagine pittorica figurativa
al centro della sovraccoperta, dentro una cornicetta colorata
che richiamava il colore delle lettere del titolo''. Nata nel
1969 - poco piu' di quarant'anni fa e la ricorrenza fu festeggiata
alla Fiera del libro di Torino del 2009 - da Elvira Giorgianni
(allora funzionaria pubblica che si licenzio' e investi' la
sua liquidazione nell'impresa) e suo marito Enzo Sellerio (fotografo),
ebbe come ispiratori due numi tutelari della cultura siciliana
e nazionale: Leonardo Sciascia e l'antropologo Antonino Buttitta.
Il programma all'origine della casa editrice - spiego' all'epoca
proprio Leonardo Sciascia - e' il ritorno a una cultura ''amena'',
cioe' una cultura in cui il cosiddetto ''impegno e' implicito
e non esplicito, quindi una cultura della leggerezza, che non
rinuncia all'eleganza, una cultura delle idee, si', ma in forma
di cose belle''. Dopo qualche titolo nella collana d'esordio,
dal nome programmatico 'La civilta' perfezionata', la casa editrice
fa il salto a livello nazionale e internazionale con la pubblicazione
nel 1978 de 'L'affaire Moro' di Sciascia. Le oltre 100 mila
copie vendute fanno della Sellerio una presenza importante nel
panorama librario italiano. Subito dopo appare la collana 'La
Memoria', destinata a diventare la 'cifra' della produzione
editoriale della casa. Antonio Sellerio, figlio di Elvira ed
Enzo, nelle celebrazioni per i 40 anni della casa editrice riassunse
cosi' il segreto del successo: ''La nostra caratteristica -
spiego' - e' l'indipendenza e la dimensione rimasta famigliare,
che permette un correlazione stretta tra direzione editoriale,
commerciale, amministrativa, cosi' da sostenere la nostra politica
culturale di scoperte e di ricerca del nuovo senza bisogno di
forzature che snaturino la nostra immagine''. La consacrazione
definitiva della Sellerio come casa editrice arriva nel 1981
con 'La diceria dell'untore' di Gesualdo Bufalino che vinse
un meritatissimo Campiello e segno' un cambiamento anche nella
cultura italiana. Ecco allora Antonio Tabucchi, Maria Messina,
Luisa Adorno: tutti non inediti, ma caduti nel dimenticatoio
che Sellerio scopre e rilancia. Nel 1990 la casa editrice pubblica
un librettino, 'Carta Bianca', che racconta di un commissario
di polizia - De Luca - che indaga su un torbido delitto, nel
passaggio dalla Repubblica di Salo' alla Repubblica italiana.
A scriverlo e' un giovane autore, Carlo Lucarelli, e lo accusano
di aver prodotto un giallo ''revisionista'', in quanto presenta
''il volto umano di un'epoca e un momento storicamente perversi''.
Ovviamente un grande successo che apre la strada ad un profluvio
di altri autori. Ma il re incontrastato e' Andrea Camilleri:
''Negli anni Novanta la Sellerio, che aveva cominciato a pubblicare
i miei libri, era in gravi difficolta' finanziarie, quando arrivo',
a salvarla, e me con lei, il commissario Montalbano, come il
VII Cavalleggeri in un vecchio western'', ha ricordato recentemente
lo scrittore siciliano. Sono passati 15 anni dall'uscita di
quel primo Montalbano, 'La forma dell'acqua', e 14 dal 'Birraio
di Preston' che dette l'avvio alla fortuna di Camilleri: oltre
cinque milioni di copie. Gli anni 2000 sono quelli di Margaret
Doody che ha venduto oltre 100 mila copie del suo Aristotele
detective, e poi Penelope Fitzgerald, il russo Dovlatov, Bolano,
Carofiglio e per ultima Alicia Gimenez-Bartlett. Le altre collane
sono Prisma, Biblioteca siciliana di storia e letteratura con
i suoi Quaderni, La diagonale e La nuova diagonale. Poi, diretta
da Adriano Sofri, Fine secolo e dal classicista Luciano Canfora
La citta' antica. E ancora Il divano (con suggestioni eccentriche)
e Il castello. Piu' di tremila titoli per quei 'quadernetti'
blu con i colori delle lettere e della cornice che cambiavano
di numero in numero: una volta gialli, una volta celesti, una
volta grigi, una volta rossi, quasi mai bianchi. Insomma eleganti
e ''ameni'' come piaceva a Sciascia. (ANSA, Massimo Lomonaco
03-AGO-10
NAPOLITANO: ELVIRA SELLERIO FU MICA E DONNA DI GRANDE FINEZZA
E PASSIONE CIVILE
Il
Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, appresa la
triste notizia della scomparsa di Elvira Sellerio, ha espresso
in un messaggio al figlio Antonio i propri sentimenti di commossa
partecipazione al dolore suo e di tutti i famigliari, nel ricordo
della splendida figura della madre che - ha scritto il Capo
dello Stato "ho considerato amica e collaboratrice. E'
stata donna di grande finezza e intuito culturale, editrice
coraggiosa e lungimirante, animata da forte passione civile.
Il senso dell'interesse pubblico con cui accetto' da me e dal
presidente Spadolini la nomina a membro del Consiglio di amministrazione
della Rai e lo sforzo con cui si applico' a quell'impegno per
lei inconsueto rimangono un assai caro ricordo e motivo di rimpianto".
(Roma, 3 ago. Adnkronos)
PRESTIGIACOMO, CON MORTE SELLERIO ITALIA PERDE PUNTO RIFERIMENTO
'SIMBOLO DI UN'IMPRENDITORIA SANA E COMPETITIVA'
''Con
Elvira Sellerio scompare una tra le piu' prestigiose donne della
Sicilia d'oggi. L'Italia perde un punto di riferimento culturale,
l'isola una intellettuale imprenditrice che ha saputo restituire
alla narrativa siciliana una centralita' che sembrava appannata''.
Ad affermarlo in una nota e' il ministro dell'Ambiente, Stefania
Prestigiacomo, commentando la scomparsa oggi a Palermo di Elvira
Sellerio, la fondatrice con il marito Enzo dell'omonima casa
editrice. ''Dal sodalizio con Leonardo Sciascia all'eccezionale
operazione culturale condotta assieme ad Andrea Camilleri (sdoganando
anche la lingua siciliana e ridandole dignita' letteraria),
dalla scoperta dello straordinario Bufalino della 'Diceria dell'untore'
alla promozione di tanti autori siciliani, italiani ed internazionali,
l'attivita' di Elvira Sellerio ha rappresentato una testimonianza
di coerenza, coraggio, vivacita' intellettuale'' sottolinea
il ministro. La Sellerio, rileva Prestigiacomo, ''e' stata anche
il simbolo di una sfida vincente: quella di una imprenditoria
sana, competitiva, capace di sfidare il mercato in una terra
difficile come la Sicilia e diventare un esempio di livello
internazionale. Oggi la Sicilia e l'Italia sono a lutto per
la sua scomparsa, ma l'esempio di Elvira Sellerio rimane fortissimo
a dare vigore e fiducia a chi crede nella cultura come motore
di sviluppo e liberta'''. (Adnkronos 03-AGO-10)
RETTORE UNIVERSITA' PALERMO, ELVIRA SELLERIO HA SAPUTO VINCERE
PERIFERICITA
''Scompare
un'importante esponente del mondo della cultura una donna che
ha saputo vincere con la sua casa editrice la perifericita'
di Palermo, facendone un laboratorio di idee e di contributi''.
Lo afferma il rettore dell'Universita' di Palermo, Roberto Lagalla,
esprimendo cordoglio per la morte di Elvira Sellerio.' (Palermo,
3 ago, Adnkronos)
INFO:
Ansa.it
Adnkronos.it
Il
Giornale.it
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