Flaminia Grieco

Roma

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Mi chiamo Flaminia Grieco, ho 22 anni, nata il primo aprile 1985 a Roma.
Devo la mia passione per la scrittura a mia nonna. All’età di tre anni mi insegnò a recitare poesie. Fu così che crescendo mi innamorai della letteratura a tal punto da dedicare interamente ad essa il mio tempo libero.
Cominciai a scrivere a nove anni quando ebbi il mio primo contatto cosciente con la morte, per la precisione cominciai a scrivere il primo maggio del 1994, quando morì Ayrton Senna. L’impatto che tale morte ebbe sul mio io si evince chiaramente dalle mie prime poesie. Fino all’età di quattordici anni infatti, le mie poesie risultano incentrate esclusivamente su un tema:la morte, in tutte le sue sfaccettature.
All’età di quattordici anni, la mia poesia cominciò,se così si può dire, a perdere spessore, essendo incentrata prevalentemente sul sentimento d’amore. Questo periodo risulta scarno, contando circa trenta poesie in cinque anni.
La terza fase cominciò intorno ai 19 anni. E’ la fase che tutt’ora caratterizza i miei versi. E’ incentrata sulla mia visione del mondo circostante. Attraverso la mia poesia cerco di dar voce ai sentimenti altrui, di esternare le emozioni di coloro i quali non riescono, per vari motivi,a farlo. Catturo le emozioni che intravedo negli sguardi che incontro lungo il mio percorso e le esprimo in versi per poterle trasmettere a nuovi sguardi.
La mia poesia è una poesia per il lettore. Non utilizzo strutture complesse, figure retoriche rare, né un vocabolario raffinato. La mia poesia è semplice, forse poco melodica: lo è per scelta, per poter essere compresa da chiunque, dal critico, come dal passante che casualmente si imbatte in essa, completamente ignorante in materia. Non ho un tema guida, i temi che affronto sono tratti dalla quotidianità attuale e spaziando dal maltrattamento degli animali al disagio giovanile.
Negli ultimi anni mi sono inoltre dedicata alla prosa. Non ho abbandonato la poesia ma ho deciso di intraprendere contemporaneamente anche questa nuova strada.
Finora ho scritto sei racconti:
-Storia di un puledro che voleva esser aquila: attraverso questa bizzarra metafora descrivo la continua ricerca dell’impossibile da parte dell’uomo. La continua ricerca che permette di dare un senso alla vita. Il punto chiave del racconto è la necessità di un fine irraggiungibile al quale tendere. E’ la voglia d’impossibile che dà senso alla vita,il non smettere mai di lottare,è la presenza di un sogno.
-Lulù: racconto molto semplice incentrato sull’essenza dell’amicizia.
-Amore per la vita: racconto molto semplice sull’amore. Ma un amore molto molto particolare. Solo al termine del testo si capirà che in realtà l’amore protagonista è l’amore per un cavallo.
-Monologo di una schizofrenica: racconto che usufruisce della tecnica del flusso libero di pensieri, strutturato in forma di monologo tragi-comico, per descrivere lo stato psicologico di una 17enne media dei “miei tempi”.
-Memory: classica storia d’amore sognata. L’unica differenza è che il racconto non narra di una storia d’amore ma dei giorni che precedono l’inizio della storia d’amore analizzando soprattutto lo stato mentale della protagonista e il suo innamoramento per l’amore stesso.
-Racconto xenofobico: l’ironia della sorte: il racconto è stato scritto di recente. Unisce all’analisi di un disagio giovanile profondo,l’analisi del tema attuale della xenofobia.
Nonostante la mia passione sia di vecchia data, solo un mese fa mi sono decisa a mettermi in gioco.
Circa un anno fa, in occasione della morte di un amico, richiesi la pubblicazione di una lettera contro il suicidio. Tale lettera fu pubblicata dalla rivista “Volontari”, per la sensibilizzazione verso un tema talmente delicato.
Attualmente, oltre a scrivere poesie, sto terminando la stesura del mio primo romanzo. Un romanzo di fantasia che in chiave fiabesca affronta temi profondi quali il ruolo del tempo all’interno della vita e la dimostrazione di come l’eternità sia in realtà la negazione della vita stessa.