HAITI:
NON SI FERMA LA VIOLENZA SU DONNE E RAGAZZE SFOLLATE
di Juliana Rincón Parra
da
Global
Voices
A
oltre sei mesi dal devastante terremoto ad Haiti, donne e ragazze
continuano a subire violenza di genere, non solo per il fatto
di essere state stuprate, ma anche perchè dopo le aggressioni
devono fare i conti con un sistema giudiziario assente e cure
mediche inadeguate.
Sul
blog di Ms. Magazine, Gina Ulysse ha scritto un post intitolato
Rape a Part of Daily Life for Women in Haitian Relief Camps
[en, come tutti gli altri link], in cui segnala il rapporto
dell'Istituto per la Giustizia e la Democrazia ad Haiti (IJDH)
e il rapporto sugli stupri nei campi profughi di MADRE come
principali fonti di agghiaccianti statistiche sulla violenza
di genere.
Molte
donne e ragazze hanno perso la loro rete di supporto, come i
loro padri, fratelli, mariti o fidanzati che sarebbero stati
in grado di proteggerle. Inoltre, vivere appiccicati nei campi
ha cancellato la loro privacy, molte di loro devono farsi la
doccia in pubblico, dormire vicino a estranei o in posti dove
sono più vulnerabili alle aggressioni. Dopo che queste
aggressioni sono avvenute - in molti casi si tratta di stupri
di gruppo - devono affrontare ancora altre esperienze terribili:
la maggior parte di loro non riesce a ricevere cure sanitarie
da parte di medici donne e il sistema giudiziario è quasi
inesistente, cosicchè rimangono sole ad affrontare la
corruzione della polizia e il rischio di essere rese vittime
per la seconda volta dalle autorità, oltre che dover
portare un marchio di donne stuprate e la consapevolezza che
i loro aggressori sono ancora in libertà. Ulysse scrive:
L'accesso
al sistema giudiziario da parte delle donne è peggiorato.
Le donne che hanno denunciato stupri - che stanno già
lottando contro la stigmatizzazione e gli effetti psicologici
delle aggressioni sessuali - spesso vengono prese in giro o
ignorate dalla polizia. Alcune volte queste donne hanno avuto
a che fare anche con la corruzione della polizia. Inoltre, questi
casi non sono stati seguiti e portati in tribunale dal sistema
giudiziario haitiano. Le vittime rimangono vulnerabili perchè
continuano a vivere nelle stesse aree in cui sono state aggredite
e i loro stupratori circolano liberamente. Parecchie donne hanno
riportato di essere state stuprate più volte da quando
è avvenuto il terremoto.
Alcuni
mesi fa, IJDH, Partners in Health e New Media Advocacy Program
hanno distribuito un video contenente le testimonianze di alcune
vittime. Il filmato è stato girato da Sandy Berkowitz
e montato da Harriet Hirshorn: http://av.vimeo.com/
Anche se queste donne stanno lottando per cercare di tornare
alla normalità, è improbabile che la loro situazione
possa migliorare dato che i campi temporanei sembrano destinati
a diventare sistemazioni permanenti. In gennaio, CARE USA ha
intervistato il Dottor Franck Geneus, che coordina il programma
salute di CARE ad Haiti e gli è stato chiesto quali sono
le ragioni per cui nei campi c'è un maggiore rischio
di stupri. Il medico ha risposto segnalando le caratteristiche
che rendono i campi IDP un terreno fertile per le aggressioni:
la mancanza di elettricità che lascia completamente al
buio i campi durante la notte, la loro scarsa organizzazione,
bagni e latrine non separati tra donne e uomini. (video)
Anche
Janet Meyers, consulente per questioni di genere per CARE, lo
scorso febbraio ha espresso la propria opinione su come i campi
dovrebbero essere organizzati in modo da garantire alle donne
più sicurezza dopo il terremoto, e ha evidenziato gli
stessi problemi. Mi chiedo quanti di questi problemi rimarranno
irrisolti anche in futuro e, considerato che questi campi sembrano
destinati a diventare strutture permanenti, se dovremo assistere
ancora a molte altre aggressioni.
Juliana
Rincón Parra · tradotto da Elena Intra
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