AL BOND

di Massimo Gramellini
Una spia del Kgb si aggira per l’Europa. Si chiama Albano Carrisi, nome in codice Al Bano. Lo ha stanato il governo ucraino, inserendolo nella lista dei 147 figuri che minacciano la sicurezza nazionale. La verità è che in Italia lo avevamo sempre sottovalutato. La masseria pugliese, la moglie americana, gli acuti spaccatimpani: erano tutte coperture. Dietro quello sguardo miope e quel cappellaccio bianco si nascondeva un doppiogiochista senza scrupoli al servizio canoro di sua maestà Vladimiro, zar di tutte le Russie.
Al Bano è la classica spia dei film di 007. L’insospettabile per eccellenza. Col senno di poi, tutto appare chiaro. «Felicità è un bicchiere di vino con un panino». Impossibile non cogliere il riferimento ai metodi di avvelenamento alimentare usati dai suoi amici. E l’inizio di «Cara terra mia», che rivendica il sovranismo fin dal titolo? «Come va, come va? Tutto okay, tutto okay». Un messaggio diretto ai superiori moscoviti, ma noi abbiamo preferito non vedere e non sentire.

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