AMNESTY,
2012 SARA' ANCORA UN ANNO 'CALDISSIMO'
COLPA GOVERNI CHE NON SONO ALL'ALTEZZA DEI CAMBIAMENTI CHIESTI
ROMA, 9 GEN - Il 2012 sara' ancora un anno di repressione e
violenza nel mondo arabo perche' la maggior parte dei governi
dell'area non sono ancora all'altezza dei cambiamenti richiesti
a gran voce dalla popolazione. La previsione e' di Amnesty International
che nel rapporto intitolato ''Un anno di rivolta'', fotografa
in 80 pagine i sensazionali eventi che hanno caratterizzato
il 2011, ma denuncia anche la violazione dei diritti umani in
Egitto e in Libia, nonostante i nuovi governi. ''Con poche eccezioni,
i governi non hanno saputo riconoscere che e' cambiato tutto'',
ha dichiarato Philip Luther, direttore ad interim per il Medio
Oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International. ''In tutta
la regione i movimenti di protesta, guidati in molti casi dai
giovani e che hanno visto le donne svolgere un ruolo centrale,
hanno dimostrato di avere un'incredibile resistenza di fronte
a una repressione a volte furibonda e di non essere disposti
a farsi prendere in giro da riforme che modificherebbero poco
o nulla il modo in cui sono stati trattati dalla polizia e dalle
forze di sicurezza. Questi movimenti vogliono cambiamenti concreti
nel modo in cui sono governati e pretendono che chi in passato
ha commesso violazioni dei diritti umani sia chiamato a renderne
conto''. Nonostante il grande ottimismo diffusosi in Africa
del Nord con la caduta dei regimi longevi di Tunisia, Egitto
e Libia, Amnesty International ha rilevato che ''questi successi
non sono stati cementati da profonde riforme istituzionali,
tali da evitare il ripetersi dello stesso genere di violazioni
dei diritti umani del passato''. Tuttavia, cio' che fa impressione
rispetto agli eventi del 2011 e' che, con poche eccezioni, il
cambiamento e' stato in larga parte ottenuto grazie agli sforzi
delle persone che sono scese in strada e non all'influenza e
al coinvolgimento delle potenze straniere. Le persone comuni
di tutta la regione non ci stanno a veder fermata la loro lotta
per la dignita' e la giustizia, ed e' questo che ci da' speranza
per il 2012'', ha concluso Luther. (ANSA 09-GEN-12)
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